Acqua e verde pensile: l’alleanza tra fisiologia e tecnologia per garantire risparmio idrico e piante sane

di Andrea Nardini e Martina Tomasella

La diffusione del verde pensile quale strumento di adattamento ai cambiamenti climatici nelle aree urbane richiede approcci integrati volti a garantire la sopravvivenza delle piante con il massimo risparmio idrico possibile. Le conoscenze sulla fisiologia delle piante, unite a innovazioni tecnologiche nello sviluppo delle stratigrafie e dei sistemi di irrigazione, hanno portato a soluzioni vantaggiose che ora vedono nuove possibilità di applicazione e diffusione.

Il verde pensile rappresenta uno dei componenti fondamentali delle infrastrutture verdi urbane, e contribuisce all’adattamento delle città ai cambiamenti climatici attraverso i molteplici benefici che può offrire: regolazione dei deflussi meteorici, contrasto all’isola di calore urbano, rimozione degli inquinanti atmosferici, supporto alla biodiversità. Le prestazioni tecniche del verde pensile dipendono da una adeguata copertura vegetale che sia in grado di sopravvivere a condizioni microclimatiche spesso severe. Negli ambienti mediterranei, stress termico e stress idrico offrono sfide notevoli alle piante e agli sviluppatori di sistemi per il verde pensile, che impongono soluzioni a tre livelli: scelta del substrato, selezione di vegetazione stress-tollerante, e strategie di irrigazione ad elevato risparmio idrico. In anni recenti, la sempre più stretta collaborazione tra esperti di fisiologia vegetale e professionisti con elevata competenza tecnologica nel campo dello sviluppo di substrati e sistemi di irrigazione ha aperto strade innovative per una gestione sostenibile del verde pensile anche in condizioni climatiche sfavorevoli.

Andrea Nardini e Martina Tomasella

Andrea Nardini è Professore ordinario di Fisiologia vegetale presso il Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste. Da oltre 25 anni si occupa dello studio della risposta delle piante allo stress idrico, con ricerche sia di base che applicate alla produzione forestale, all’agricoltura, e allo sviluppo del verde urbano.

Martina Tomasella è Ricercatrice in Fisiologia vegetale presso il Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste. Si occupa principalmente dello studio della resistenza e resilienza allo stress idrico nelle piante, con un focus particolare sulle relazioni pianta-acqua.