Terzo Paradiso Coltivare la città - Milano, le Torri RISORSA

di Tiziana Monterisi

Il simbolo del terzo paradiso, di Michelangelo Pistoletto, si appropria del concetto geografico di periferia. La periferia è vista come osmosi fra il mondo agricolo e agreste della campagna e della città. Il segno del terzo paradiso, tra città e campagna, mette al centro la periferia. Coltivare la Città è la condizione necessaria per tornare a vivere felici in comunità che si integrano nel tessuto urbano in equilibrio tra lʼartificio e la natura.
Il progetto Coltivare la Città è la rappresentazione simbolica di come e quanto il cambiamento si debba realmente effettuare all’interno dei sistemi urbani, dove le periferie diventano così la dinamo trasformatrice dell’intera società.

Rigenerazione sociale e urbana delle torri di via Russoli

Il progetto denominato “Rigenerazione sociale e urbana delle torri di via Russoli” nasce da una profonda spinta degli inquilini delle torri che hanno indotto e coadiuvato il team di progettisti nell’analizzare e tradurre in pratiche socio-urbanistiche le esigenze degli abitanti, nel rispetto delle realtà e della delicata situazione socio ambientale in cui versavano i fabbricati le torri. Un lungo percorso che ha portato a sviluppare il progetto su due piani paralleli e ad un approccio sistemico che prevede da un lato la riqualificazione energetica delle strutture urbanistiche, attraverso l’impiego di tecniche, materiali e tecnologie a bassissimo impatto ambientale e dall’altro lo studio di spazi comuni adibiti a giardini e orto sociali, da realizzarsi sulle coperture piane, con lo scopo di creare socialità e scambio condiviso di prodotti, in collaborazione con cooperative che operano nel sociale.

Tiziana Monterisi​

Convinta della reale possibilità di sviluppare nuovi modelli abitativi, Tiziana Monterisi è un’architetta, nativa ecologica, che dedica la propria attività lavorativa all’architettura rigenerativa. Secondo Tiziana, se gli abiti vengono definiti come una “seconda pelle”, la casa rappresenta la “terza pelle” e deve quindi essere il più salubre ed efficiente possibile. 
Si avvicina al mondo delle progettazioni con materiali naturali indagandone le proprietà chimico-meccaniche. Tale esperienza le permette di promuovere un approccio professionale e imprenditoriale innovativo nella realizzazione di edifici a elevatissima efficienza energetica, in un’ottica di impatto zero sull’ambiente, utilizzando come materie prime gli scarti della produzione risicola. Nel 2016 è CEO e co-fondatrice di Ricehouse, società benefit che valorizza gli scarti del riso, dal micro al macro, per realizzare edifici ad impatto zero.