La biodiversità, un alleato contro insetti, patologie e cambiamento climatico

di Andrea Tantardini e Anna Borghi

L’aumento della biodiversità accresce la resilienza delle aree verdi, contrastando le infestazioni da parte di insetti, sia autoctoni sia di nuova introduzione, e lo sviluppo di patologie: è fondamentale perseguire un approccio che consideri le caratteristiche microclimatiche e le esigenze ecologiche delle specie vegetali da insediare.

Non molto tempo dopo la colonizzazione delle terre emerse da parte degli organismi vegetali, 510 milioni di anni fa, è iniziata la competizione da parte delle piante, dei loro parassiti e patogeni  in un rapporto di coevoluzione all’interno degli ecosistemi, naturali o modificati dall’uomo: le piante sviluppano strategie per contenere il consumo da parte degli insetti, mentre i fitofagi evolvono meccanismi per aggirare queste difese. Rivestono particolare importanza le relazioni mutualistiche, tra cui la presenza di impollinatori, e di predazione e parassitismo sui fitofagi.

Andrea Tantardini

Laureato in Scienze Agrarie presso l’Università degli Studi di Milano, ha lavorato come sperimentatore e fitopatologo presso la Fondazione Minoprio e il Laboratorio Fitopatologico del Servizio Fitosanitario di Regione Lombardia.
Dal 2020 svolge l’attività di dottore agronomo libero professionista, occupandosi in particolare della diagnostica di malattie e parassiti e della difesa sostenibile delle piante in vari ambiti, dal settore vivaistico alla consulenza per giardini e parchi storici.

Anna Borghi

Laureata in Scienze Ambientali indirizzo agrario e dottore di ricerca in Agricoltura, Ambiente e Bioenergia presso l’Università degli Studi di Milano, è abilitata all’esercizio della professione di dottore agronomo.
Dalla laurea svolge attività libero professionale, occupandosi in particolare di gestione di beni paesaggistici, di consulenza aziendale relativa ai sistemi di gestione qualità-ambiente-sicurezza e di divulgazione ambientale.